Luca Bellotti
Luca Bellotti

Luca Bellotti

Sindaco per Rovigo

Vogliamo condividere un sogno che può diventare un progetto. Un progetto che può diventare un cantiere. Un cantiere che può diventare realtà. Una realtà possibile, se solo ci crediamo. Per questo sarà declinato al futuro: noi ci crediamo.

Luca Bellotti

Rovigo merita di più.

Rovigo è una città straordinaria. E’ impossibile vivere le sue vie, i suoi negozi, i suoi monumenti senza innamorarsene. I rodigini hanno fatto della loro città un luogo accogliente e a misura d’uomo. Rovigo non è solo un insieme di case e di strade sparpagliate nel mezzo del Polesine. Rovigo ha un’anima e un cuore, la stessa forza e dignità che i suoi abitanti hanno dimostrato negli anni, costruendola e facendola crescere.

Rovigo ha perso però il suo orgoglio. E il motivo non deriva dalla guerra di campanili, da quel “con Rovigo non m’intrigo” che è un detto al quale nessuno che la conosca davvero può realmente credere. Ciò che manca da troppi anni sono idee e progetti che possano gettare le basi per il suo futuro. Oggi Rovigo è costruita dai rodigini e sui rodigini, ma manca la Rovigo di domani. Questa infatti non è solo nelle mani dei suoi cittadini, ma è soprattutto responsabilità dei suoi amministratori. Ciò che manca davvero a Rovigo è una classe dirigente che sappia immaginare e dar forma alla Rovigo che abiteranno i nostri figli ed i nostri nipoti. A Rovigo manca una politica che non parli solo di politica. Allora proviamoci, proviamo a guardare alla Rovigo del 2030.

Vogliamo condividere un sogno che può diventare un progetto. Un progetto che può diventare un cantiere. Un cantiere che può diventare realtà. Una realtà possibile, se solo ci crediamo. Per questo sarà declinato al futuro: noi ci crediamo.

Rovigo tornerà a crescere.

Saprà imporsi come centro di riferimento del Polesine, nonostante il depotenziamento del ruolo della Provincia. Rovigo diventerà il motore di sviluppo di tutto il territorio che la circonda, facendo rete con gli altri Comuni del territorio, per dar vita a servizi in grado di promuovere rilancio economico e un’offerta turistica coordinata e competitiva. Saprà battersi per offrire alle imprese e ai cittadini un’amministrazione sempre più semplice, che sostenga, iniziative commerciali e imprenditoriali funzionali al territorio. Rovigo difenderà a Venezia e a Roma il suo interesse e quello del Polesine per avere più strade e più treni a lunga percorrenza. Rovigo imparerà a fare squadra con il territorio, ponendosi come capofila, perché un’azienda che nasce sulla Transpolesana non porta lavoro solo al Comune in cui sorge.

A Rovigo si vivrà bene.

Migliorerà la qualità delle sue strade, verranno moltiplicati gli strumenti alternativi di trasporto pubblico disincentivando dell’auto attraverso parcheggi gratuiti di scambio con collegamenti agevoli per il centro città e il ricorso alla sharing economy. Il Comune incentiverà l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile per abbattere l’inquinamento, sull’esempio di Ferrara. Rovigo sarà un centro che riuscirà a coniugare la crescita e l’ambiente, riuscendo a scalare il penultimo posto tra i capoluoghi di provincia di Veneto come qualità della vita.

Rovigo sarà bellissima.

Saprà valorizzare e migliorare le sue aree verdi. Sarà una città che renderà centrale nella sua vita cittadina la cultura, promuovendo i suoi musei e stimolando i giovani ed associazioni ad impossessarsi delle strutture pubbliche per realizzare progetti artistici. Sarà una città in cui eventi di cultura e promozione economica si accompagneranno ad iniziative aggregative che attirino visitatori verso il centro. Rovigo avrà di nuovo un Cinema multisala. Avrà un teatro che richiamerà grandi artisti, ma vedrà anche spettacoli all’aperto durante l’estate.

Rovigo sarà un centro di sapere.

L’Università non sarà più la succursale di Padova, ma un Ateneo che lavorerà assieme al Comune per diventare il luogo in cui formare i giovani alle professioni che sono più utili al territorio.

Il Municipio sarà la casa di tutti.

Il Comune non sarà solo il luogo in cui si litiga e si cerca di agevolare gli amici del politico di turno. Il sindaco e gli assessori non saranno espressione di un potere arrogante e autoreferenziale. Saranno cittadini tra i cittadini, ascoltando le persone comuni, le categorie produttive, il mondo associativo e sociale.

Rovigo sarà un città sicura.

La polizia municipale penserà al controllo del territorio più che alle contravvenzioni, contribuendo a rendere la città uno spazio per tutti.

Sembra un disegno astratto, un programma utopico. I rodigini d’altra parte hanno imparato fin troppo bene, in questi anni, ad essere disillusi e a pensare in piccolo, a perseguire ciascuno il proprio sogno, mettendo da parte l’ambizione di un obiettivo che possa essere autenticamente comune. Eppure è nostro dovere riprendere in mano il destino della nostra città, semplicemente perché è il posto in cui viviamo e vivremo. Non abbiamo il diritto di girarci dall’altra parte, disinteressandocene. Siamo stanchi di divisioni, di solisti, dell’arroganza di chi vuol fare da solo, credendo di essere migliore degli altri. Non possiamo delegare il nostro futuro, proprio perché è il “nostro” futuro.

Abbiamo deciso di scommettere nuovamente sul “noi” e per questo chiediamo l’aiuto di tutti - nessuno escluso - per progettare e costruire un sogno possibile.

Perché Rovigo non è un luogo comune

Abbiamo tutti un solo scopo: una città inclusiva, una città in cui sia bello vivere, una città che non si rassegni al declino.